Del giornalismo (ovvero delle mie illusioni in merito)

Non sono un giornalista. Dovrebbe essere scontato, ma di questi tempi è meglio precisare tutto.

Ho iniziato ad utilizzare Twitter qualche anno fa, con l’idea che ognuno di noi, osservatori sul posto, potesse dare il suo piccolo contributo di informazione, riportando ciò che vedeva o sentiva direttamente.

Testimoni diretti, insomma, quello che ora credo si chiami “citizen journalism”.

Allora i miei tweet erano dei banali SMS, non possedevo uno “smartofono” e i miei follower erano solo pochi meno di oggi (ebbene si, non sono una twitstar)

Ma ci credevo, ci ho sempre creduto, perchè il concetto del piccolo contributo di ognuno (my 2 cents) è sempre stato nelle mie corde.

E poi, col passare del tempo, sono arrivati su Twitter i giornalisti veri. Bene.

Grandi professionalità, e l’affermarsi di concetti come fact-checking e giornalismo dal basso. Mi piace. O forse mi piaceva.

Poi la disillusione: molti dei giornalisti con i quali ho avuto occasione di interagire, si sono in realtà dimostrati poco disponibili a prendere in considerazione chi, come me, poteva portare solo piccoli e sporadici contributi. Probabilmente anche scritti piuttosto male (eh, mica è il mio mestiere). Parecchia puzza sotto il naso, purtroppo.

Ovviamente non è così per tutti, anzi la stragrande maggioranza gode tuttora della mia infinita stima e gratitudine (si, gratitudine, perchè non è banale raccontarti e farti capire ciò che, momento per momento, accade il questo grande e incasinato mondo).

Voglio qui riportare la disillusione che mi ha scottato di più, perchè è stata disillusione nei confronti di una persona verso cui avevo una stima enorme: Stefano Menichini, direttore di Europa.

La storia: Il 29 aprile 2014 leggo sul suo giornale questo articolo: “http://www.europaquotidiano.it/2014/04/28/amministrative-e-possibile-candidarsi-contro-il-pd/

Ci trovo alcune affermazioni e previsioni che, per chi, come me, abita nel luogo citato (Pioltello) appaiono subito assolutamente improbabili, anzi fantasiose.

Faccio fatica a raccontarvi quanto mi apparissero fantasiose: nella mia testa era come se uno avesse sostenuto di un’imminente invasione di leoni in pianura padana.

Comunque il punto non è quanto io sia capace di osservare, il punto è che, sembrandomi la cosa parecchio strana, faccio notare ciò al giornalista con un commento all’articolo:

http://www.europaquotidiano.it/2014/04/28/amministrative-e-possibile-candidarsi-contro-il-pd/#comment-1360231211

Inoltre twitto a @smenichini

“Stefano, l’articolo europaquotidiano.it/2014/04/28/amm… è estremamente fantasioso per quanto riguarda Pioltello. Se interessa parliamone.”

Boh, volevano essere i miei 2 cent. Immagino che ad un giornalista, e a maggior ragione ad un direttore, dovrebbe interessare raccogliere più informazioni possibile su quanto viene scritto in un articolo, soprattutto se raccolte direttamente.

Ma forse la materia non era così importante; non ho ricevuto alcuna risposta. Non la pretendevo, ma almeno un “non ho tempo” di cortesia ci poteva anche stare.

Il 14 maggio, dopo che @Ariachetira aveva ripreso pari pari l’articolo fantasioso, ritentavo scrivendo questo (con l’aiuto di twitlonger):

“Stefano @smenichini , il 29 aprile ti scrivevo questo: https://twitter.com/orsomik/status/461054187389067264

Non hai ritenuto di rispondermi, ma ora, che una tesi simile viene ripresa anche da @Ariachetira, ci torno, perchè mi chiedo che giornalismo sia questo.
Marina (@alaskarp) che so tu conosci molto bene, con il suo lavoro da/per/con le primavere arabe e l’Egitto in particolare, mi ha fatto capire quanto sia importante seguire le fonti sul posto.
Ebbene io abito qui a #pioltello, conosco personalmente alcune delle persone citate ma quello che viene raccontato sui due canditati sindaci “renziani” e sul PD mi appare il racconto di chi viene da Marte e non sa leggere ciò che vede.
Non sono renziano e non sono neppure del PD, per cui potrei anche ignorare il tutto. Mi sembra, però, così irreale e mi fa male pensare che una testata diretta da te, che stimo, non faccia qui quello che ci insegnate ogni giornalista dovrebbe: verificare i fatti, andare sul posto o almeno procurarsi delle fonti lì presenti.
Se vi servono fonti indipendenti qui e contatti con renziani del PD o ex PD, posso procurarle. In ogni caso mi interessa sapere quello che ne pensi.
Ciao.
Michele”

Nessuna risposta. Neppure un crepa. Ma “forse era stanco, forse troppo occupato” ….

Ah, poi le ipotesi fatte nell’articolo non si sono ovviamente avverate; qui lo davano tutti per scontato; a Europa sembra che avessero prevalso le veline del PD provinciale.

Ok, io sono un sig. nessuno. Ma ora mi rivolgo a voi giornalisti veri:

Stefano è certamente un ottimo professionista, ma gli e vi chiedo: dove va a finire tutto quello che voi giornalisti avete teorizzato?

Perchè continate a raccontarvela al Journalism Festival e similari ?

Se ritenete di parlare solo con i vostri pari ditelo. Tutto sommato ho anch’io altro da fare …

Con amarezza.

Michele Orsenigo @orsomik

 

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Essere neutrali è una porcata.

.

Non sono pacifista.

Non lo sono più, da parecchio tempo, da quando mi sono accorto che dietro la “Pace” si nascondono ingiustizie, prevaricazioni, violenze di ogni genere.

Declinata in ogni modo: Pace sociale (e i lavoratori ?), Pace famigliare (e donne e bambini ?), Pace militare (e le repressioni sulle popolazioni ?)

Mi basta dichiararmi “antimilitarista e non violento”, e perseguire questa mia inclinazione.

Ma pacifista no,

basta, mi hanno fregato già troppe volte ……

Com’è possibile non essere pacifista, ma essere antimilitarista e non violento?

Di esempi ne abbiamo tanti, da Gandhi a Mandela. Ma a me basta anche il più semplice e vicino Vittorio Arrigoni.

Veniamo all’oggi.

Continuo a sentire gente che, a proposto di Gaza, dice: “si ma Hamas ….” ebbene, vi stupirò, ma non ci sto: Hamas, in questo caso, NON HA RESPONSABILITA’.

O meglio ha la responsabilità di non avere un leader come Gandhi o Mandela, di essere un gruppo politico sciocco e corrotto.

Ma questo non basta a parlare di responsabilità nell’eccidio di questi giorni.

Loro sono stati regolarmente eletti e difendono il loro popolo.

Male, con pessimi risultati, e con mezzi che non condivido, ma fanno quello che chi li ha votati si aspetta dal proprio governo.

(Piccola digressione, mi accorgo ora che tanti usano quella mia ultima frase, in contesto totalmente differente, per legittimare la politica del PD ….  LOL)

I fatti:

tutto APPARE iniziato dal rapimento e uccisione dei 3 ragazzi israeliani.

Il governo israeliano ha subito additato Hamas come responsabile (salvo poi comunicare, due giorni fa, che Hamas non c’entra nulla) e ha taciuto su quanto sapeva fin da subito, ovvero che i ragazzi erano stati rapiti e SUBITO uccisi, da qualche gruppo integralista non meglio identificato …

Una settimana di studiata suspence, per alzare la tensione ….

Il resto è una reazione a catena …

Ma se torniamo indietro, anche solo di poco e ci domandiamo chi non vuole la pace ?

Israele ha firmato degli accordi e non li ha rispettati: ha continuato ad espandere le colonie, non ha liberato i prigionieri concordati, ha esasperato l’embargo e l’assedio su Gaza.

Dobbiamo forse ricordare che queste operazioni sono illegali ?

Che vanno contro il diritto internazionale?

Che vanno contro le decisioni delle Nazioni Unite?

Che Israele pretende un controllo sulla pesca su un area che non gli appartiene?

Che impedisce con la violenza la consegna di aiuti umanitari? (Vedi freedom flotilla)

Che impedisce l’arrivo di acqua ai palestinesi per deviarla verso le (illegali) colonie?

E quindi se la comunità internazionale non interrompe l’ingiustizia, inevitabilmente la si cerca altrove, anche in Hamas, anche nell’integralismo religioso.

Primo quesito: perché la comunità internazionale è così connivente con Israele?

La risposta che mi sono dato:

1) il colonialismo è stato costruito da UK con l’accordo di tutti gli stati europei. Quel colonialismo gli è riuscito bene: meglio di quello sudafricano, libico ecc. Questioni economiche quindi.

E tanto tempo fa: prima della Grande Guerra

2) quel colonialismo ha APROFITTATO della terribile sorte di milioni di Ebrei deportati e sterminati, per usarli come giustificazione al colonialismo sionista. Milioni di Ebrei sono stati coinvolti in un operazione che i sopravvissuti spesso conoscono poco, molto spesso non condividono, qualche volta denunciano.

Gli Ebrei sono usati come scudi umani mediatici per qualunque nefandezza effettuata dal governo israeliano. (a proposto, avete notato che Israele non aderisce agli accordi di non proliferazione nucleare, non subisce controlli in merito da parte della comunità, che invece li pretende da altri es. Iran. E avete notato che vorrebbe il riconoscimento dello stato di Israele, ma si è rifiutato di riconoscere lo stato di Palestina?)

Secondo quesito: perché Israele combatte Hamas ?

La mia risposta:

Israele ha due strade nel suo intento coloniale: o occupare l’intera regione (con i problemi che poi si porrebbero, sia a livello internazionale, sia perché poi dovrebbe preoccuparsi anche dei palestinesi), oppure crearsi e mantenere un nemico, abbastanza forte per essere verosimile, abbastanza debole per non essere un pericolo reale.

Israele non vuole distruggere Hamas, dice di volerlo fare, così rimane credibile verso la propria popolazione, perpetua l’odio e il terrore interno ed esterno: Israele si comporta da terrorista nel senso più appropriato del termine.

Pensate che sia dietrologia? Bene, allora spiegate come mai l’unico governante israeliano che lavorava per un accordo, Rabin, è stato ucciso dagli stessi israeliani (e non è certo ricordato in patria come un eroe).

Spiegate perché, prima di Hamas, il nemico era l’OLP,

ma poi quando l’OLP ha iniziato diventare credibile, il problema era Arafat,

ma poi quando Arafat iniziava ad ottenere risultati, lo hanno fatto fuori avvelenandolo col plutonio …

Allora molti pensarono: “bene, sparito Arafat, ora si che si potrà fare la pace”.

Ma no, ora abbiamo Hamas, IL NEMICO VERO. E domani? Sparito Hamas, quale altro nemico dovranno trovare.

C’è di peggio:

purtroppo c’è di peggio all’orrore che Israele sta seminando in questi giorni, e che non è altro che il sequel di orrori precedenti non più conteggiabili:

l’odio al quale le giovani generazioni vengono educate da molto tempo, ormai.

Odio che non si cancellerà in poco tempo, ma richiederà generazioni e generazioni che imparino a perdonare a dimenticare, a partire da una PACE giusta.

Ecco, perché non voglio essere neutrale, non sarò un Ponzio Pilato: Israele (i suoi governanti, non i suoi cittadini) è da condannare, senza appello.

E questo è dovuto, anche e soprattutto, ai milioni di Ebrei che con questa barbarie non c’entrano proprio nulla.

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Me ne pentirò

Lo ho rifatto, avevo promesso a me stesso che non sarebbe più successo, ma ci sono cascato di nuovo.

Ed è principalmente colpa di Patty, che sarebbe venuta a prendermi direttamente col treno che la riportava a casa da Parigi.

Ed è anche colpa di Luca, che col suo blog mi aveva già messo un sacco di dubbi ….

Ma poi Mauro, Rosy, Cassandra, Marina, e tutti gli altri, insomma tutta la mia Twitter TL, che col loro entusiasmo mi sembrava dicessero: “allora ci_vai ? che aspetti ? mica ti tirerai indietro proprio questa volta !”

Certo che dopo il tradimento era difficile.

Dopo che il mio voto era stato abusato e stravolto.

Come fidarsi ?

Di che fidarsi ?

Pippo aveva comunque la mia fiducia, in qualunque cosa si fosse candidato, ma quel partito no, non più.

Il partito di quelli che mi avevano promesso “mai più con berlusconi” e “no agli F35″ e … ma vi risparmio il lungo eleco delle promesse rimangiate.

Perfino la giovane canditata che eravamo riusciti a far eleggere qui, nell’interland grigio di Milano, si era allineata …. lei sulla quale contavo più che su ogni altro di quel partito…

Vabbè comunque alla fine ci sono andato.
Ho votato alle primarie. Pure questa volta.

Civoto

Spero che vinca Pippo, anche se poi il mostro se lo mangerà, esattamente come ha fatto con gli altri …

So che me ne pentirò, ma, come mi succede sempre, anche stavolta ha vinto l’ottimismo della volontà …

Grazie Patty

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TINA: ovvero in risposta a Ivan Scalfarotto

Di getto, da uno che scrive male (io) in risposta a questo articolo di Ivan Scalfarotto 

Bene, siamo a questo: “non ci sono alternative”. Ecco un buon modo per lavarsi la coscienza.
Se non ci sono alternative ognuno è legittimato a non farsi carico dei problemi, a non cercare soluzioni, ad accodarsi a chi ha già deciso, perchè più forte o più furbo.
Si chiama alibi.
Hai mai sentito pronunciare questa frase da che so, Nelson Mandela ? o Gramsci ? o Ghandi ? o dal nostro umile Vittorio Arrigoni ?
Ma la si sente spesso pronunciata dai governi: forse c’erano alternative all’invasione dell’Iraq ? o alla repressione in Siria ? o alla nocività dll’Ilva ? o al sostegno alle banche ?
Se ci pensi bene alternative ce ne sono sempre: certo spesso sono costose e faticose, ma chi ha chiesto i voti al popolo, non è stato eletto per non fare fatica …
“Se non ci sono alternative DEVO fare per forza QUESTA cosa ….”
Personalmente ho smesso da tempo di usare la parola DEVO. La ho sostituita con VOGLIO e me ne prendo le relative responsabilità. Così nelle piccole cose (non DEVO dimagrire, al massimo VOGLIO farlo per stare meglio, ma nessuno e niente mi obbliga), come nelle grandi.
Certo fare così, non ti permette nessun alibi: tutto ciò che fai è frutto della tua scelta e non potrai mai dare la colpa al fato.
E se provassi a chiederti: e se ci fosse un’alternativa ?
E se non sei capace, se provassi umilmente a chiederla al altri ?
Oppure potresti provare a chiederti: se non eseguo quiesto mio DOVERE, che succede ?
La risposta potrebbe stupirti !

 

Ma veniamo alla situazione politica italiana.

Tu dici: “almeno due mesi di campagna elettorale, e il rischio di ritrovarci prima dell’estate nella stessa situazione di oggi”.
Non mi metto a rinfacciare quali scelte hanno portato a ciò, ma CHI ha detto che ci ritroveremmo nella stessa situazione di oggi ? Tu stesso parli di rischio. Quindi potrebbe essere diverso.
E quante probabilità ci sono che con un governo così raffazzonato e non rappresentativo si possa arrivare almeno ad una buona legge elettorale ?
Da quanto tempo non ci riuscite, in condizioni decisamete migliori di quelle odierne ?
Tu dici: “Poiché invece sto qui, mi devo chiedere anche se io non debba mettere la mia idiosincrasia per il Cavaliere e i suoi per un attimo in stand-by e pensare invece a quello che si aspettano da me imprese in via di chiusura, esodati, disoccupati, cassintegrati a rischio, famiglie in difficoltà, enti locali a corto di fondi e così via”

 
Idiosincrasia ? Ma stiamo scherzando ? Sarebbe come dire che io sono idiosincratico verso ladri, truffatori, e mariuoli di ogni fatta !

E poi che ne sai cosa si aspettano esodati, disoccupati, cassintegrati a rischio, famiglie in difficoltà, ecc.?
Glielo hai chiesto?
Io sono uno di questi.
E cosa vogliamo te lo abbiamo detto quando ti abbiamo votato: non ci fidiamo di Berlusconi, non farà mai il nostro interesse, basta accordi con lui !
E se non sei convinto basta che vieni a richiedercelo.
Te lo diremo di nuovo.
E ti diremo che è ora di finirla di credervi i salvatori del paese: il vostro compito è di praticare quanto gli elettori vi hanno chiesto, se non siete capaci basta dirlo.

 

Ma non prendeteci ancora per i fondelli per favore.

 

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Incontri di 25 aprile

“Ciao Michele”
Mi volto, “Ciao Beppe!”, si arrabbia sempre quando lo chiamo Beppe, ma io lo faccio apposta …
Non ci vediamo da meno di due di mesi, da poco prima che partisse per Roma, giovane candidato, eletto nelle file del PD, dopo essere passato attraverso le primarie.
Dal suo aspetto, però, sembrano passati anni: non lo avevo mai visto così tirato e stanco, lui che era sempre leggero e positivo.
“Che succede?”
“Bella manifestazione” – cambia discorso
“Si, proprio bella, c’è anche il sole !”
So che sto per infierire, ma non resisto: “Allora che si fa ?, lo voti sto governo ?”
Non risponde e si incupisce ancora di più.
Io, stronzo, insisto: “Non userai il mio voto per approvare un governo con Berlusconi, sai benissimo che tutti quelli che ti hanno votato non sono d’accordo ….”
“Ho provato a dire che dovevamo ascoltare la base”
“E ….”
“Sai cosa mi hanno risposto ? Che i dirigenti non seguono la base, la guidano …. “
Rimango senza parole e immagino che anche lui sia rimasto senza, nell’udire ciò …
Mi riprendo: “Si, ma tu sei tu, ragioni con la tua testa, se non sei d’accordo voti contro …. “
Ora assume l’aria di un cane bastonato: “Se voto contro sono fuori dal PD”
Vabbè, basta, non posso mica uccidere un amico, lo invito a bere una birra e lui mi risponde “Una di queste sere; ciao, ora devo scappare”, poi si allontana.
Resto con i miei pensieri e con tutto quello che non mi quadra e che mi fa rabbia: possibile che non capiscano che dirigere un partito non significa dirigere i propri elettori ?
Possibile che non capiscano che tanti come me li hanno votati perchè la condizione propostaci era “Mai con Berlusconi” ?
La situazione è cambiata ? Bisogna salvare il paese ?
Beh, caro dirigente del PD, lascia a me decidere come devi usare il mio voto: se vuoi cambiare i presupposti del nostro “contratto” devi tornare a chiedermelo, devi tornare a farti votare !
Si chiama “proposta di modifica unilaterale del contratto” e io ho diritto di recedere e devo essere messo nelle condizioni di farlo.
E, se non avessi avuto pietà, al mio amico, che si identifica col partito tanto da temere di essere sbattuto fuori, avrei risposto:
“Ma da che cosa ti sbattono fuori? Non ti sei accorto che il PD non esiste già più?”

 

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I leader sciacalli

Continuando sul tema Esselunga riporto la lettera di un amico con mie considerazioni:

On Sunday 12 February 2012 10:26:30 you wrote:

> /Sapendo bene che lo scontro avvenuto in consiglio comunale ha provocato

> forti dissensi,

> passo ugualmente il materiale ricevuto nella giornata di ieri con i

> relativi allegati.

> È la mia scelta di schieramento, comunque. Con nessuna intenzione di

> provocare chi non condivide più la lotta che continua ai cancelli di

> Esselunga; se mai con l’intenzione di richiamare l’attenzione: se non

> stai con loro, con chi starai, di fatto?

Siamo sicuri che la visibilità mediatica sia sempre e comunque utile?

Sai meglio di me che l’informazione che arriva è gestita e manipolata da quegli stessi personaggi che combatti e non credo la usino per raggiungere i tuoi stessi obbiettivi.

Forse ci siamo troppo abituati al “se non sei in TV non esisiti”.

> In termini marxisti questa si chiama scelta di classe; in termini

> cristiani si può chiamare scelta di solidarietà con i poveri.

> Se è vero (ed è più che vero, ahinoi! – cfr. governo Monti) che il mondo

> si divide tra chi sta sotto e chi sta sopra… io sto con quelli sotto,

> non perchè siano bravi, buoni onesti e gentili (ma neanche quelli sopra

> lo sono, anzi…), ma semplicemente perchè sono sotto.

Non credo in un mondo in bianco e nero e che le ragioni siano solo da una parte.

Schierarsi oggi vuol dire anche non farsi mettere con le spalle a muro, ma cercare di usare la propria testa per risolvere problemi e abbattere ingiustizie.

Gridare e basta, può essere gratificante, ma impegna poco e non risolve nulla.

Non ci sto con “o sei mio amico o sei mio nemico”.

Proprio perchè voglio essere dalla tua parte ti dico che sbagli, se lo penso.

Da parte mia sto con i perdenti, con i più deboli, con i disperati, con chi si fa fregare pure dai propri “leader sciacalli“.

Sta però a loro decidere se mi desiderano come compagno di strada: non sarò ne adulatore, nè rassicurante e pretenderò addirittura lealtà e onestà.

Ciao

Michele

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Sono incazzato

Questione Esselunga:

  • I lavoratori delle cooperative sono sfruttati al limite dello schiavismo: le loro proteste sono sacrosante ed è il “sistema cooperative” che da quando è stato trasformato in paravento per il lavoro nero, va buttato in toto.
  • Qui a Pioltello, alcuni lavoratori di cooperative che operano per Esselunga hanno avuto il coraggio di protestare e sono stati licenziati.
  • Giustamente protestano con tutti i mezzi che hanno a disposizione
  • I sindacati confederali non se ne occupano e la direzione Esselunga se ne chiama fuori (eh già, ma le cooperative qui vivono su Esselunga; sono di fatto Esselunga ….)

E fin qui ci sarebbe già abbastanza per essere INCAZZATI

Ma oggi, non sono incazzato per questo, sono incazzato perchè una volta tanto un amministrazione locale fa qualcosa, fa quello che può, è comunque un amministrazione locale e probabilmente non è neppure molta brava a farlo.

Lo fa con fatica e pressioni (Esselunga qui è una potenza, fa girare un mare di quattrini e “da’ di che vivere” a moltissimi pioltellesi)

Lo fa cercando di non arrivare ad azioni di forza (alla quale sarebbe obbligata, e che il prefetto sembrerebbe preferire) per rimuovere i presidi.

Lo fa anche costituendo una commissione speciale sul lavoro.

Alla fine ottiene un ipotesi di accordo, da sottoporre al voto di  TUTTI i lavoratori interessati, che prevederebbe il reintegro di tutti i licenziati.

Allora tutto a posto ?

NO, perchè qualcuno preferisce la propria visibilità, piuttosto che risolvere, almeno in parte, il problema.

Così ieri, a esclusivo beneficio delle telecamere di la7, alcuni lavoratori (o meglio alcuni “leader”) rivolgono la loro incazzatura con grida e insulti gravi (“amici dei mafiosi”, “venduti”, “quanto vi hanno pagato”) diretti a sindaco e amministrazione, durante un consiglio comunale che tra l’altro si stava occupando di tutt’altro.

Di fatto l’ipotesi di accordo viene delegittimanta. E chissenefrega se i lavoratori licenziati non hanno di che vivere e perderanno il permesso di soggiorno.

Qualcuno è stato visto in TV, qualcuno ha ritrovato la propria “identità”: “non sono un fallito“, dirà guardandosi allo specchio, “ho guidato una rivolta, sono un leader“. Complimenti !

Ecco, sono incazzato proprio con te, leader dei miei stivali, sono incazzato con te che ti sei dimenticato che dovevi vincere per riportare giustizia e lavoro, non per la tua bella faccia in TV

Se ci si dimentica il proprio ruolo “di servizio” allora si finisce inevitabilmente per farparte di quel blob di personaggi che oggi va sotto il nome di “casta”.  Gente autoreferenziale, che vede solo il proprio ombelico. Gente che vede come nemico chi li mette in discussione.

Ecco, la sinistra è sempre stata bravissima a dotarsi di siffatti personaggi. Per cui: Confederali contro Cobas e Cobas contro Confederali, Centri Sociali contro tutti, PD che sta a guardare e SEL/Rifo che “stigmatizzano”. Grande produzione di fumo.

E intanto i lavoratori sono nella cacca e Caprotti se la ride ….

P.S. questa è la mia visione personale. Spero che qualcuno voglia smentirmi, controbattere, argomentare altrimenti. Gliene sarei grato

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Mi sono inventato la Twittedicola

Quando, dieci anni fa, sono arrivato a Pioltello, ho trovato una città molto viva, in gran fermento e amministrata da persone che stavano facendo di tutto per farla crescere, più che in dimensioni, con una grande anima.

Questo luogo è un crocevia di culture e provenienze, che a volte si mescolano e a volte no, ma che portano, ognuna, grandi risorse culturali seppure spesso poco valorizzate.

Probabilmente è stato per questo che la mia famiglia decise di fermarsi proprio qui.

In tutto questo tempo, la città è cresciuta davvero, e la sua anima pure. Meno il suo orgoglio: pochi dei miei concittadini riconoscono la dimensione di vivibilità, probabilmente non del tutto ottimale, ma sicuramente tra le migliori dell’interland milanese.

Molti di loro pensano ancora di essere “solo di passaggio”, venuti qui per convenienza economica e pronti a scappare altrove, in luoghi maggiormente considerati; più di moda.

Così, difficilmente, si apre qualche attività nuova, e l’offerta culturale viene organizzata quasi esclusivamente dall’amministrazione comunale.

Eppure qui ci sono una miriade di associazioni, attive e ben conosciute, che si occupano di solidarietà, di promozione, di cultura.

Ma sono “figlie di un dio minore” evidentemente.

Così come c’è un pullulare di talenti inascoltati e ignorati.

Chi cerca qualcosa in più: un libro, un disco, un concerto, un dibattito, insomma un qualcosa che nutra l’anima e la mente, si rivolge inevitabilmente alla metropoli: va a Milano.

Così, in questo momento di crisi economica, quando molte della attività economiche e commerciali stanno chiudendo, quando viene enunciato che “la cultura non si mangia”, ho deciso, insieme alla mia socia Roberta, di fare l’unica cosa logica che si potesse fare: dare spazio alla carta stampata, dare spazio alla forza di immaginazione del libro, dare spazio alla reciproca crescita ed educazione, dare spazio alla discussione e al dibattito.

Steve Jobs ci ha lasciato da pochi giorni, e pur non avendolo io mai amato, devo riconoscere che stiamo facendo proprio quell’unica cosa per cui è degno di rimanere famoso: “stay hungry, stay foolish”.

Lo strumento che useremo non è per nulla nuovo: una Edicola-Libreria (e anche un po’ cartoleria) in cui si potrà trovare tutto ciò che non si trova nel centro commerciale e con uno spazio dedicato ai dibattiti, alle presentazioni, alle poesie, alla musica e a corsi proposti autonomamente da “docenti” che si sentono di trasferire le proprie conoscenze.

In più ci sarà lo sforzo di superare il digital-divide, che nella nostra città è comunque molto forte (come nel resto d’Italia d’altronde).

Non cercheremo di abbattere il gap tecnologico, ma di intervenire su ciò che, pur non mancando gli strumenti tecnici, porta le persone ad essere emarginate da un pezzo di mondo e di conoscenze.

Quindi, chi non ha dimestichezza con i computer, smartphone, ecc. (e non ci tiene ad averne) potrà da noi ricevere ed inviare email usando la carta; avremo una “bacheca” su cui appiccicare messaggi che verranno immessi su Twitter, così come uno schermo visibile anche dall’esterno trasmetterà una timeline di Twitter 24 ore su 24, con la quale si potrà, ovviamente interagire.

Inoltre i corsi di alfabetizzazione informatica, imperniati sull’uso della rete e dei social network, porteranno chi volesse imparare ad usare lo strumento a non sentirsi a disagio.

Contiamo molto anche sul rapporto e sul contributo delle numerose comunità etniche che rendono unica la nostra città: proveremo a proporre la stampa straniera e la letteratura nelle lingue più utilizzate, sapendo che abbiamo tutti molto da imparare.

Il nome: E-dico-La-Mia dovrebbe già spiegare tutto …

Il luogo: Piazza dei Popoli a Pioltello, proprio di fronte alla sede del comune: ecco vorremmo che davvero fosse il luogo dei Popoli …

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Un’emozione

Questa poesia di Erri De Luca e recitata da Neri Marcorè è per me davvero emozionante.

Per questo desidero proporla alla lettura e alla meditazione del navigante che passa da questo mio luogo.

VALORE
Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto,
un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato,
due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale
ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua,
riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo, accorrere a un grido,
chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordarsi di che.
Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord,
qual’è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo,
la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.

Erri De Luca (da “Opera sull’acqua e altre poesie”, Einaudi, To, 2002)

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